Poiché da voi, signor, m'è pur vietato
che dir le vere mie ragion non possa,
per consumarmi le midolle e l'ossa,
con questo novo strazio e non usato,
finché spirto avrò in corpo e alma e fiato,
finché questa mia lingua averà possa,
griderò sola, in qualche speco o fossa,
la mia innocenzia e più l'altrui peccato.
E forse ch'avverrà quello ch'avvenne
della zampogna di chi vide Mida,
che sonò poi quel ch'egli ascoso tenne.
L'innocenzia, signor, troppo in sé fida,
troppo è veloce a metter ale e penne,
e quanto più la chiude altri più grida.