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1497–1535

VII

Francesco Berni

O sacri, eccelsi e gloriosi ghiozzi, o sopra gli altri pesci egregi tanto quanto de gli altri più goffi e più rozzi, datemi grazia ch'io vi lodi alquanto,

alzando al ciel la vostra leggiadria, di cui per tutto il mondo avete il vanto. Voi sète il mio piacer, la vita mia; per voi, quand'io vi veggio, ogni mia pena

cessa et ogni fastidio passa via. Benedetto sia il fiume che vi mena: o chiaro, ameno e piacevol Vergigno, in te non venga mai tòsco né piena,

poi che tu se' sì grato e sì benigno e te ci mostri assai meglior vicino che quel che mena sol erba e macigno. Sia benedetto appresso anco Nardino,

Dio lo mantenga e dìali ciò ch'e' vuole, cacio, gran, carnesecca et olio e vino, e facciagli le doti alle figliuole, acciò ch'altro non facci che pigliarvi

col bucinetto e colle vangaiuole. Io vorrei pur cominciare a lodarvi, ma non so s'io haverò tanto cervello ch'io possa degnamente satisfarvi.

Quando io veggio Nardin con quel piattello venir a casa e con la sua balestra io grido come un pazzo: “Vèllo, vèllo”; e alzando verso lui la mano destra,

tanta allegrezza mi s'avventa al core ch'io mi son per gittar dalla finestra. Poi mi vo verso lui con gran furore, correndo sempre e sempre mai gridando,

come si fa d'intorno a chi si more. Poi ch'io v'ho visti, io vo considerando vostre fattezze tutte, a parte a parte, come chi va le stelle astrolagando.

Certo Natura in voi mise grand'arte per far un animal cotanto degno da esser scritto in cento millia carte. La prima loda vostra, il primo segno

ch'io trovo, è quel ch'avendo voi gran testa è forza che voi abbiate un grande ingegno; la cagion per l'effetto è manifesta: un gran coltel vuol una gran guaina

et un grand'orinale una gran vesta. Segue da questa un'altra disciplina, ch'avendo ingegno e del cervello a iosa, è forza voi abbiate gran dottrina.

A me pare un miracolo, una cosa che 'n tutti gli animal mai non trovossi così stupenda né maravigliosa: questa per un miracol contar possi,

e pur si vede e tutto il giorno avviene, che voi sète meglior quanto più grossi. Se così fussin fatte le balene o' ceti o' lucci o' buovi o' lionfanti,

so che le cose passarebbon bene. O pesci senza lische, o pesci santi, agevoli, gentil, piacevoloni, da comperarvi a vista et a contanti!

Ma per non far più lunghi i mei sermoni, provar vi possa chi non v'ha provati, come voi sète in ogni modo buoni: caldi, freddi, in tocchetto e marinati.

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