S'io miro in ciel, veggio di sfera in sfera
mille varietà, mille colori
e 'l sole in vari alberghi e vari errori
far variamente a noi mattino e sera;
s'in terra, veggio quel che dianzi era
non esser oggi e cangiar frondi e fiori,
or con estinti or con vivaci umori,
estate, autunno, inverno e primavera:
e nostra mente negli affetti suoi
languir misera in duol tenace e rio,
s'un dolce variar non la raccoglie;
però non è chi possa unqua fra noi
o natura biasmar o 'l pensier mio,
s'in amar varie son talor mie voglie.