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1509–1553

XXVIII

Francesco Beccuti

Perché sacrar non posso altari e tempi, alato Veglio, a l'opre tue sì grandi? Tu già le forze in quel bel viso spandi che fe' di noi sì dolorosi scempi;

tu de la mia vendetta i voti adempi, l'alterezza e l'orgoglio a terra mandi; tu solo sforzi Amore e gli comandi che disciolga i miei lacci indegni ed empi:

tu quello or puoi che la ragion non valse, non amico ricordo, arte o consiglio, non giusto sdegno d'infinite offese; tu l'alma acqueti che tant'arse ed alse,

la qual or, tolta da mortal periglio, teco alza il volo a più leggiadre imprese.

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