Skip to content
1509–1553

XXIV

Francesco Beccuti

Non mi dolgo io ch'a' miei desiri ardenti con duro freno interrompeste il corso, ma che con aspro insopportabil morso li reggiate ora che son freddi e lenti.

Se bramate vederli al tutto spenti, e poi, deposto il cor di tigre e d'orso, porger di tarde grazie alcun soccorso, quando non senta più gioia o tormenti,

fia qual sostegno a mal incisa trave da la ruina sua rotta e sepolta o come porto a già sommersa nave. La mia speme di vetro al fondo è volta,

né più l'alma sostien peso sì grave e grido aita, e pur nessun m'ascolta.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXIV · Francesco Beccuti · Poetry Cove