Non mi dolgo io ch'a' miei desiri ardenti
con duro freno interrompeste il corso,
ma che con aspro insopportabil morso
li reggiate ora che son freddi e lenti.
Se bramate vederli al tutto spenti,
e poi, deposto il cor di tigre e d'orso,
porger di tarde grazie alcun soccorso,
quando non senta più gioia o tormenti,
fia qual sostegno a mal incisa trave
da la ruina sua rotta e sepolta
o come porto a già sommersa nave.
La mia speme di vetro al fondo è volta,
né più l'alma sostien peso sì grave
e grido aita, e pur nessun m'ascolta.