Tacer non posso e doler non mi deggio
se non di me cui più d'ogni altro scuso,
e pur d'altrui mi doglio, e son rinchiuso
in prigion tal che libertà non chieggio.
Altro in costei che cortesia non veggio,
e pur ognor di crudeltà l'accuso,
e fra questi pensier son sì confuso
ch'in dura frenesia spesso vaneggio.
Sento nel petto un non so che presago
forse del mal che non è giunto ancòra,
e mal può medicarsi un caso incerto.
Di favellar con voi solo m'appago;
venite, che v'aspetta il tempo e l'ora
sotto il ciel che di stelle è già coperto.