Skip to content
1509–1553

XV

Francesco Beccuti

Il bel diamante, ov'io mi specchio, fammi veder la mia stess'alma in fuoco ardente, né vedendo io minor quel ch'ella sente, non bassa speme a l'alta impresa dammi:

che se tu, come suoli, Amor, l'infiammi, ed essa ogni ora più d'arder consente, ragione è ben che tant'incendio allente la durezza che incontro ancòra stammi.

Né spero invan, ché un liquor molle spezza, se non mente il rumor, quel duro obietto, se bene il ferro al suo rigor s'arretra; e se pur, come il ferro, il fuoco sprezza,

pianto e sangue versando gli occhi e 'l petto, avran forza d'aprir sì dura pietra.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XV · Francesco Beccuti · Poetry Cove