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1509–1553

XIII

Francesco Beccuti

Fra cotante bellezze ed ornamenti onde va ricca sovra ogni altra Flora più di voi cosa non vagheggio ancòra, che tenga gli occhi miei paghi e contenti;

ma s'io li fermo a contemplare intenti nel sembiante gentil che m'innamora, qual fallo è 'l mio, che fulminate allora sguardi ver' me più che saette ardenti?

Se non si vieta il riguardar le stelle, che son lumi del ciel, perché m'è tolto di mirar l'altre cose in terra belle? Pur che ver' me rassereniate il volto,

andrò spargendo in queste parti e 'n quelle che 'l fior d'ogni bellezza è 'n voi raccolto.

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