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1509–1553

XI

Francesco Beccuti

Il ricco laccio, ove m'ha giunto Amore, è d'un diamante in nuova sorte ordito, il più vago, il più terso, il più gradito che rendesse già mai luce e splendore.

E sì come l'avaro a tutte l'ore brama di star col suo tesoro unito, così nel lume anch'io resto invaghito del nodo mio né cerco uscirne fuore:

quindi traluce Amor, quindi traspare il piacer e 'l desio, lo strale e l'arco, e si specchia bellezza a loro intorno. O catene gentil, lucenti e chiare,

per voi, non come gli altri amanti carco, ma sopra l'uso uman son fatto adorno.

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