Skip to content
1509–1553

XCV

Francesco Beccuti

Sospiro il Tebro e 'l mio bel colle Augusto noti men che voi talvolta Arno e Fiorenza; e, per più nostro affanno, il Taro e Lenza ci prescrive confin breve ed angusto;

anzi tu, cielo, e vo' ben dire ingiusto l'influsso de' tuoi lumi e la potenza, se tosto ad alma di tant'eccellenza non rendi 'l corpo suo sano e robusto.

Deh, torci 'l vaso di Pandora altrove e dà le febbri e le podagre e i fianchi a chi di queste e maggior pene è degno: così vedrai col piede e con l'ingegno

lui correre a la gloria e noi gir dove dimora il nostro bene ond'or siam manchi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.