Sospiro il Tebro e 'l mio bel colle Augusto
noti men che voi talvolta Arno e Fiorenza;
e, per più nostro affanno, il Taro e Lenza
ci prescrive confin breve ed angusto;
anzi tu, cielo, e vo' ben dire ingiusto
l'influsso de' tuoi lumi e la potenza,
se tosto ad alma di tant'eccellenza
non rendi 'l corpo suo sano e robusto.
Deh, torci 'l vaso di Pandora altrove
e dà le febbri e le podagre e i fianchi
a chi di queste e maggior pene è degno:
così vedrai col piede e con l'ingegno
lui correre a la gloria e noi gir dove
dimora il nostro bene ond'or siam manchi.