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1509–1553

XCII

Francesco Beccuti

A fragil canna ogni mia speme in erba l'una, come pur suole, appenda e leghi, e l'altra avvolga a mobil fuso e spieghi lo stame del desio che 'n me si serba;

la terza, inesorabile e superba, cui non mosser giammai pianti né preghi, col dispietato ferro almen non neghi troncare il filo a la mia vita acerba.

Giulia, che fra le donne e fra le stelle sembrate un sole, il vostre lume scorga le tre del viver mio parche novelle e dispensi tra loro i doni e porga

raggio a me tal ch'io, da man crude e belle così straziato e morto, alfin risorga.

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XCII · Francesco Beccuti · Poetry Cove