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1509–1553

LXXXVII

Francesco Beccuti

Donna, di cui nel viso i gigli e l'ostro mostran ch'è di sue grazie a voi cortese l'alto del ciel motor, che a farvi intese di beltà, di vaghezza inclito mostro,

se l'aure, onde ha principio il nome vostro, fermano il corso a rimirarvi intese e, dal vostro splendor subito accese, incendon l'aria e 'l bel paese nostro,

qual meraviglia pur, se mille e mille uomini illustri al sol guardare intenti il lampeggiante sol de' bei vostri occhi, sembrano scogli e tai spargon faville

che han forza d'infiammar le nevi algenti? Cessin da lo stupor, cessin gli sciocchi.

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LXXXVII · Francesco Beccuti · Poetry Cove