Donna, di cui nel viso i gigli e l'ostro
mostran ch'è di sue grazie a voi cortese
l'alto del ciel motor, che a farvi intese
di beltà, di vaghezza inclito mostro,
se l'aure, onde ha principio il nome vostro,
fermano il corso a rimirarvi intese
e, dal vostro splendor subito accese,
incendon l'aria e 'l bel paese nostro,
qual meraviglia pur, se mille e mille
uomini illustri al sol guardare intenti
il lampeggiante sol de' bei vostri occhi,
sembrano scogli e tai spargon faville
che han forza d'infiammar le nevi algenti?
Cessin da lo stupor, cessin gli sciocchi.