Come nulla qua giù diletta o piace
più che questa bellezza amata e cara,
così nulla più breve o più fugace
ne dà Natura in un larga ed avara.
Qual fosse dianzi il volto ond'ebbi amara
guerra e crudel senza trovar mai pace,
nel mio, pallido e mesto, ancor s'impara,
e qual oggi ne sembri Amor nol tace:
ché già levato ha da quegli occhi 'l nido,
da le guance le rose; e più m'attrista
che v'ha lasciato oscura nebbia e spine.
Caracciol mio, deh, risguardate il fine
di questi fiori e vi risvegli il grido
de la mia grave penitenza e trista.