Skip to content
1509–1553

LXXVIII

Francesco Beccuti

O di quattr'anni leteo sogno adorno di false larve, u' sono i bei costumi che mi mostrasti e d'eloquenza i fiumi? u' il bel volto, d'Amor nido e soggiorno?

Or ch'io son desto e luce in alto il giorno, altro non veggio che vane ombre e fumi; le rose e i gigli sono ortiche e dumi; solo il tuo inganno è vero e 'l nostro scorno.

Misero me che tardi gli occhi apersi! così gli avessi allor chiusi per sempre che nel dolce velen bagnai le labbia! ché sarei fuor di sì strani e diversi

pensieri: ond'io rinfresco al petto sempre penitenza, dolor, vergogna e rabbia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXVIII · Francesco Beccuti · Poetry Cove