O di quattr'anni leteo sogno adorno
di false larve, u' sono i bei costumi
che mi mostrasti e d'eloquenza i fiumi?
u' il bel volto, d'Amor nido e soggiorno?
Or ch'io son desto e luce in alto il giorno,
altro non veggio che vane ombre e fumi;
le rose e i gigli sono ortiche e dumi;
solo il tuo inganno è vero e 'l nostro scorno.
Misero me che tardi gli occhi apersi!
così gli avessi allor chiusi per sempre
che nel dolce velen bagnai le labbia!
ché sarei fuor di sì strani e diversi
pensieri: ond'io rinfresco al petto sempre
penitenza, dolor, vergogna e rabbia.