Quando io miro di rame alcuno intaglio
che, Lisippo imitando, rappresenti
la real forma e i vivi spirti ardenti
di quel che al mondo die' briga e travaglio,
a la divina, alma sembianza agguaglio
l'altiera fronte e i chìarì occhi lucenti,
onde ne gîro i miei ciechi e dolenti,
e rimirando in essi ancor m'abbaglio.
Ma, Senso, dimmi tu, cui non è tolto
in quel viso affissar ognor le ciglia,
se 'l mio giudizio è vero o pur s'inganni;
né mi biasmar ch'al suo giovenil volto
mi rendessi prigion, se rassomiglia
colui che vinse il mondo in sì verdi anni.