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1509–1553

LXXIII

Francesco Beccuti

Quando io miro di rame alcuno intaglio che, Lisippo imitando, rappresenti la real forma e i vivi spirti ardenti di quel che al mondo die' briga e travaglio,

a la divina, alma sembianza agguaglio l'altiera fronte e i chìarì occhi lucenti, onde ne gîro i miei ciechi e dolenti, e rimirando in essi ancor m'abbaglio.

Ma, Senso, dimmi tu, cui non è tolto in quel viso affissar ognor le ciglia, se 'l mio giudizio è vero o pur s'inganni; né mi biasmar ch'al suo giovenil volto

mi rendessi prigion, se rassomiglia colui che vinse il mondo in sì verdi anni.

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