Da quel giorno ch'udir mi fu concesso
il suono e 'l canto e 'l ragionar celeste,
fùr l'amorose cure ardite e preste
a darmi assalto, ond'io sospiro spesso:
e, qual cervo, che 'l veltro abbia da presso,
cerca al suo scampo i boschi e le foreste,
tal io cercando in quelle parti e in queste
l'amato viso vo, c'ho al core impresso.
Più che mai vago apparve agli occhi miei,
ed in quel punto con sue mani Amore
di dolci fiamme lo dipinse e sparse;
quasi dicesse: — Amante, io non saprei
mostrar più chiaro in altra guisa il core,
che forse men del tuo quel dì non arse.