Skip to content
1509–1553

LXII

Francesco Beccuti

Da quel giorno ch'udir mi fu concesso il suono e 'l canto e 'l ragionar celeste, fùr l'amorose cure ardite e preste a darmi assalto, ond'io sospiro spesso:

e, qual cervo, che 'l veltro abbia da presso, cerca al suo scampo i boschi e le foreste, tal io cercando in quelle parti e in queste l'amato viso vo, c'ho al core impresso.

Più che mai vago apparve agli occhi miei, ed in quel punto con sue mani Amore di dolci fiamme lo dipinse e sparse; quasi dicesse: — Amante, io non saprei

mostrar più chiaro in altra guisa il core, che forse men del tuo quel dì non arse.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXII · Francesco Beccuti · Poetry Cove