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1509–1553

LXI

Francesco Beccuti

Chiamar beato Iddio ben si potea Giove, s'è ver che d'amor fusse acceso, quando, converso in aquila, tenea per l'aria vaga il bel troian sospeso;

e, volando, da sé spesso dicea: — Tosto godremo il caro amato peso — e si scordava del suo volo spesso per tener l'ale a que' bei fianchi appresso.

Così dirmi beato anch'io potrei, se voi non foste al pregar mio rubello: io men non v'amo, e sète agli occhi miei non men gentil di Ganimede e bello:

ma, s'io non ho possanza qual gli dèi e non posso rapirvi e farmi augello, non gravi voi se, d'abbracciarvi ingordo, de la modestia mia talor mi scordo.

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