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1509–1553

LX

Francesco Beccuti

Guardando Giove dal balcon celeste la spaziosa terra e 'l mar profondo, fermò in Alessi gli occhi e disse: — Al mondo sì bella è adunque una terrena veste?

Vaghezze in ciel non son simili a queste; Ganimede a costui bene è secondo: siate, a portarmi al bel viso giocondo, piume, via più che l'altra volta preste. —

E, nuova aquila fatto, a lui sofferse: ma vicine ai begli occhi arser le penne, e, per fuggir quel grave incendio a tempo, d'ambrosia il volto, onde uscia 'l foco, asperse:

quindi 'l bel viso un non so che ritenne sacro e divin che non soggiace al tempo.

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