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1509–1553

LIII

Francesco Beccuti

Fuggendo la prigione ove Amor tolse cinque anni a far di me continuo scempio, di Libertade era io vicino al tempio e volea render grazie a chi mi sciolse;

ma gli onesti miei passi indietro volse nuova beltà, che di sua man quell'empio ritratto avea dal suo medesmo esempio, dove ogn'inganno, ogni vaghezza accolse.

Erano gli occhi strali e 'l bel ciglio arco, le guance foco; ond'io, bersaglio ed esca, subitamente fui piagato ed arsi. Così questa mia fuga è stata un varco

di laccio in laccio e, perché mai non esca, veggio tutti i miei prieghi al vento sparsi.

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