Mario, fui dianzi ove col Mauro a prova
s'alza Appennino e fa colonna al cielo
e dove la gran saggia apre e rinnova
l'antiche sorti del signor di Delo.
Non d'oracoli o sorti acceso zelo
né van disio di strana pianta o nova,
ma error quivi mi trasse, a voi nol celo,
come uom che da sé lunge il passo mova:
onde, tornando al mio sentiero, scesi
dove fatto ha de le sue grazie il porto
la regina del ciel d'un lido umìle.
Quivi, purgate le mie colpe, intesi
quanto sia di cor basso, oscuro e vile
chi qua giù segue un piacer folle e corto.