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1509–1553

CXXXIX

Francesco Beccuti

Io non vi vedrò mai gioioso e baldo, mentre d'intorno agli amorosi inganni, sopportando in un tempo freddo e caldo, il cuor tenete a bada e i miglior anni.

Mi resi anch'io, né fui di voi più saldo; ma, saggio omai dopo infiniti danni, meco vi chiamo, e sia nostro trastullo Apollo e Marte e non un vil fanciullo.

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