O fra quanti ornò mai porpora ed ostro,
degno d'impero e d'alte imprese ardente
signor, le cui bell'opre alteramente
fan gire al par de' sette colli il nostro,
oggi sotto un bel velo il ciel n'ha môstro,
che celar le sue macchie a voi non tente
rapace artiglio e sanguinoso dente,
ch'occhio cervier non può fuggire il vostro.
Il commesso a voi gregge, o celeste Argo,
quindi l'esca sicura e queto il sonno
lieto si gode intorno al sacro lembo.
Io, se rime talor cantando spargo,
ch'aggiunger nulla a tanta gloria ponno,
l'ozio e la gioia vien dal vostro grembo.