Alma real, che nel più saggio seno
ti fêsti albergo, il cui diadema altèro
non pur oggi 'l Tesin, ma il grand'Ibero
d'orrore ingombra e fa sospetto al Reno,
poi che torna quel volto omai sereno,
che fu sempre al tuo ardir turbato e fiero,
a che più tardi a terminar l'impero
con l'oceàno e porre al mondo freno?
L'aquila già che col rapace artiglio
interrompeva a' tuoi disegni 'l corso,
stassi in disparte sonnacchiosa e stanca;
e se vede spiegar l'aurato giglio,
al cristiano umil gregge alto soccorso,
non sarà pur nel proprio nido franca.