Skip to content
1509–1553

CXXVI

Francesco Beccuti

Alma real, che nel più saggio seno ti fêsti albergo, il cui diadema altèro non pur oggi 'l Tesin, ma il grand'Ibero d'orrore ingombra e fa sospetto al Reno,

poi che torna quel volto omai sereno, che fu sempre al tuo ardir turbato e fiero, a che più tardi a terminar l'impero con l'oceàno e porre al mondo freno?

L'aquila già che col rapace artiglio interrompeva a' tuoi disegni 'l corso, stassi in disparte sonnacchiosa e stanca; e se vede spiegar l'aurato giglio,

al cristiano umil gregge alto soccorso, non sarà pur nel proprio nido franca.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.