Mentre al subbio volgea l'età più bella
per tesser veste al suo valor condegna,
ruppe il fil mano (ahi di lui sorte indegna!)
di sangue vaga e di pietà rubella.
Ma l'alma, al suo partir, per mostrar ch'ella
simile al suo fattor stato ritegna,
a perdonar si volse, onde fu degna
trovar perdono e 'n ciel farsi una stella.
Né qui brev'urna il suo bel nome asconde,
perché già mille penne alzate a volo
chiaman Tommaso, che dal ciel risponde.
Queti dunque il Metauro il pianto e 'l duolo
che largo versa a l'adriatich'onde,
poi che, morto, ancor vive il suo figliuolo.