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1509–1553

CXXIV

Francesco Beccuti

Mentre al subbio volgea l'età più bella per tesser veste al suo valor condegna, ruppe il fil mano (ahi di lui sorte indegna!) di sangue vaga e di pietà rubella.

Ma l'alma, al suo partir, per mostrar ch'ella simile al suo fattor stato ritegna, a perdonar si volse, onde fu degna trovar perdono e 'n ciel farsi una stella.

Né qui brev'urna il suo bel nome asconde, perché già mille penne alzate a volo chiaman Tommaso, che dal ciel risponde. Queti dunque il Metauro il pianto e 'l duolo

che largo versa a l'adriatich'onde, poi che, morto, ancor vive il suo figliuolo.

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