Re degli altri, felice, altèro fiume,
che dianzi ornar le tue famose sponde
nuova pianta vedesti e nuove fronde
e nuovo cigno con purpuree piume;
come al cader del mal rettor del lume
già col pianto al tuo seno accrebber l'onde
quelle il cui volto dura scorza asconde
e piangendo anco serban lor costume;
così, quantunque spanda i rami altrove,
nel tuo terreno ha le radici e fuora
lacrime stilla il sacro arbor di Giove.
Non è la speme fulminata ancòra,
ma da profonda parte il duol si muove,
e quella il sa che le tue rive infiora.