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1509–1553

CXLIX

Francesco Beccuti

Or che licenza, da' suoi nodi sciolta, col dente armato d'invido veleno quel punge e questo e non restringe 'l freno stato né grado a la sua rabbia accolta,

valore e cortesia, fra noi sepolta, che di un giovane illustre adorna il seno, io canto, e Clio dal suo bel colle ameno tempra la cetra e le mie note ascolta.

Indi: — Scrivi — mi dice — in lettre d'oro queste di Giulio maraviglie nove; né soggetto più degno ha 'l nostro coro; tessi e degli avi suoi l'inclite prove;

né ti mancherà stame al bel lavoro, se grazia tal da la man sacra piove.

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