Or che licenza, da' suoi nodi sciolta,
col dente armato d'invido veleno
quel punge e questo e non restringe 'l freno
stato né grado a la sua rabbia accolta,
valore e cortesia, fra noi sepolta,
che di un giovane illustre adorna il seno,
io canto, e Clio dal suo bel colle ameno
tempra la cetra e le mie note ascolta.
Indi: — Scrivi — mi dice — in lettre d'oro
queste di Giulio maraviglie nove;
né soggetto più degno ha 'l nostro coro;
tessi e degli avi suoi l'inclite prove;
né ti mancherà stame al bel lavoro,
se grazia tal da la man sacra piove.