L'una e l'altra prigione inferma e dura
qua giù lasciando, or sei libera e sciolta,
alma, salita ove ogni cura è tolta,
né ti convien guardar porte né mura.
Il valore, il saper, l'estrema cura
al vero onore, a l'altrui ben rivolta,
e la tua fede in bianco drappo involta
non diverrà già mai per tempo oscura.
A che dunque turbar la tua quiete
con le lacrime vane e coi sospiri,
quasi invidiando il tuo felice stato?
Fossi teco io che nel varcar di Lete
spegnerei forse i miei lunghi desiri
e l'ardor ch'immortale al cor m'è nato.