Esangui e ignudi in su l'istessa rena,
ritolti allora al Tebro empio e funesto,
io vidi quei tre corpi. E qual sirena
non avria pianto, oimè! caso sì mesto?
Anton Iacomo ancor nel viso onesto
ritenea quella fronte alma e serena,
Alessandro l'ardir, Clemente in questo
pietoso affetto e smisurata pena.
Poi li vidi coperti a negro manto
sopra tre gran ferètri e 'n lunga schiera
il popol tutto e dir così nel pianto:
— Oh fede, oh pietà più d'ogni altra vera,
ambi perire al suo Alessandro accanto,
un per salvarlo, un perché sol non pèra!