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1509–1553

CXCIII

Francesco Beccuti

Non cerchiam più se Ligurino è sordo ai conforti di Flacco o di Platone o se 'l tempo usa poca discrezione a coprirlo di piume come un tordo;

ma seguiam de le torte 'l mio ricordo, le qual son sempre belle e sempre bone, benché sian vecchie, secondo che pone Giovan Tortellio, che ne fu sì ingordo.

— Le torte — dice — uscîr di Tartarìa, onde Tartara è detta alcuna torta, e passâr per Tortona in Lombardia. Apriamo e noi a le torte la porta

e per un tratto 'l nostro cibo sia dietro e dinanzi e 'n mezzo 'l pasto torta. E voi fate la scorta, signor dottori, a queste torte, poi

che se ne fanno coi testi, come voi.

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