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1509–1553

CLXXXI

Francesco Beccuti

— Dolci, mentre 'l ciel volse, amate spoglie, prendete omai queste reliquie estreme de la mia vita e disciogliete insieme l'alma dal petto e l'amorose doglie.

Vissi regina, al gran Sicheo fui moglie; l'alte mura fondai che Libia teme; vidi d'effetto e non di pena sceme de l'avaro fratel l'inique voglie.

Felice, oimè! troppo felice, s'io vietava il porto a quel troiano infido, la cui salute ogni mio ben sommerse! Or si sazi 'l crudel del sangue mio.—

Così dicendo, l'infelice Dido l'amata spada in se stessa converse.

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