— Dolci, mentre 'l ciel volse, amate spoglie,
prendete omai queste reliquie estreme
de la mia vita e disciogliete insieme
l'alma dal petto e l'amorose doglie.
Vissi regina, al gran Sicheo fui moglie;
l'alte mura fondai che Libia teme;
vidi d'effetto e non di pena sceme
de l'avaro fratel l'inique voglie.
Felice, oimè! troppo felice, s'io
vietava il porto a quel troiano infido,
la cui salute ogni mio ben sommerse!
Or si sazi 'l crudel del sangue mio.—
Così dicendo, l'infelice Dido
l'amata spada in se stessa converse.