Stella gentil, ch'a la tua stella unita
lei vagheggi e te stessa e l'altre erranti,
fossi cielo io, ché con tanti occhi e tanti
vedrei la chiara tua luce infinita.
Eri fra noi la stella alma e gradita
ch'in oriente al sol fiammeggia innanti;
espero or sei, ch'i tuoi bei raggi santi
nascondi a questa e scopri a l'altra vita.
O divin Plato, io non mille occhi e mille
chieggio, ma d'esser talpa, acciò non
la fiera stella che m'è data in sorte;
la quale, o poggi in alto o in basso giri,
par ch'irata ver' me sempre sfaville,
quasi nuovo Orione, e guerra e morte.