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1509–1553

CLXXIV

Francesco Beccuti

Febo in un tempo e 'l gran Giove terreno, le chiare fronti con amor converse, l'uno il bel mese e l'altro il grembo aperse di rose quel, questo di grazie pieno.

Donna, cui di Saturno empio veneno ogni vigor, ogni splendore sperse, quel dì riscosse l'alma e ricoperse di ricco lembo il nudo fianco e 'l seno;

e, posti al carro i fieri augei che sola Nemesi frena e, Cornio al crine avvinta, così cantando in ogni parte vola: — Era la vita e la mia Gloria estinta;

il divo Giulio a due morti m'invola; tal opra, Augusto, ogni tua lode ha vinta.

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