Febo in un tempo e 'l gran Giove terreno,
le chiare fronti con amor converse,
l'uno il bel mese e l'altro il grembo aperse
di rose quel, questo di grazie pieno.
Donna, cui di Saturno empio veneno
ogni vigor, ogni splendore sperse,
quel dì riscosse l'alma e ricoperse
di ricco lembo il nudo fianco e 'l seno;
e, posti al carro i fieri augei che sola
Nemesi frena e, Cornio al crine avvinta,
così cantando in ogni parte vola:
— Era la vita e la mia Gloria estinta;
il divo Giulio a due morti m'invola;
tal opra, Augusto, ogni tua lode ha vinta.