Poi che vi spinse così bel pensiero
a lasciar questo vil, misero mondo
ed i passi drizzar per quel sentiero
che ne conduce a viver più giocondo,
ite dove vi chiama il primo vero,
lasciando de' peccati il grave pondo;
ite, donna gentil ch'egli v'invita
a gaudio eterno, a sempiterna vita.
Né vi muovan piacer, non questi onori
che tanto il volgo sciocco apprezza e ammira;
ché troverete ben piacer migliori
u' il sommo Dio vie più si mostra e spira.
Molti lasciâro già regni e tesori,
a questo unico bene avendo mira;
ch'il posseder qua giù noia ed affanni
sovente apporta e sempiterni danni.
Non è il piacer che nel celeste regno
fra l'anime beate ne conduce;
non il molt'oro è quel che fa l'uom degno
di quella grande inaccessibil luce;
bisogna contemplar quel che nel legno
pendé per nostro amor: questo sia duce,
questo solo il cammin vi mostri dove
moviate i vostri passi e non altrove.
Pensate dove nacque, e pur di Dio
era figliuol; pensate quanti omei
soffrì, mentre per voi benigno e pio
dimorar volse fra gl'iniqui ebrei :
sì non vi nascerà mai van disio;
sì fortunata quattro volte e sei
sarete; e se soffrite caldo e gelo,
dolce vi sia per acquistare il cielo.