Mentre l'odiato Momo empie le carte
de l'altrui colpe e d'ogn'intorno suona
la negra Fama il corno e non perdona
a Giove pur, non ch'a Minerva o Marte,
scendi tu, sacro Apollo in questa parte
e di Ersilia gentil meco ragiona,
a cui grazia, bellezza e virtù dona
quanta può darne il ciel, natura ed arte.
Dammi, signor, ch'io giunga a l'alta mèta
de le sue lodi e lo stil mio risponda
al bel disio che dentro il petto serra.
— Scrivi — Febo risponde — e in ciò t'acqueta:
— Quanto il mio carro gira e 'l mar circonda
non veggio pari a la tua donna in terra —.