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1509–1553

CLXII

Francesco Beccuti

L'ardita lupa, che da' fieri artigli de l'aquila rapace ha scosso il dorso e tronco il duro e insopportabil morso che l'avea posta in tanti aspri perigli,

tutta sanguigna e lieta ai cari figli dicea rivolta: — Ecco finito il corso de le miserie nostre, ecco il soccorso che sì fido ne dan gli aurati gigli :

guardate come dagli acuti ed empi morsi ne toglie de l'augel nimico che tante piaghe nel mio corpo impresse. Ergansi dunque a questo altari e tempi

dove scritto si legga: — Il grande Enrico, liberator de le cittadi oppresse —.

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