Montano, io piango il miserabil caso
de la tua morte acerba e il nostro danno:
ma tu sei fuor di pianto e fuor d'affanno
e calchi ora coi piè l'orto e l'occaso;
più non può sovra te fortuna o caso
né più strazio d'amor temi né inganno:
d'un nodo ambi ne strinse il fier tiranno;
ma tu via sei fuggito, io son rimaso.
Vedrai là su, ne l'amorosa spera,
Dolon che, preso a la medesim'esca,
ne fu sempre avversario empio e nimico;
digli che Alessi è pur, come prima era,
colmo di grazie e, perché più gl'incresca,
ch'io gli sarò, mentre ch'io vivo, amico.