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1509–1553

CLIV

Francesco Beccuti

Amor, che voli ai bei pensieri in cima e negli occhi più vaghi il seggio tieni, lascia Citera e l'odorato clima del tuo bel Cipro, e in questo luogo vieni

dove il più bel pensier s'alza e sublima dove son vòlti più che 'l ciel sereni; e se bellezza e se valor ti muove, volgi, Amor, qui il tuo corso e non altrove.

Vieni, Amor, che più degno e dolce luoco trovar non puoi dovunque il volo aggiri; mena teco il diletto, il riso e 'l giuoco e lascia star le lacrime e i sospiri:

vieni e in quest'alme desta col tuo fuoco di virtute e d'onore alti desiri, né ti sia l'onestade oggi nimica, poiché a queste bellezze è fatta amica.

Deponi, Amor, tutte l'altre armi e prendi la più chiara, soave e pura face e l'infiammate nostre voglie accendi di bella gioia e di perpetua pace.

Scendi veloce ai nostri preghi, scendi : ecco ciascuno al tuo venir già tace; già le tue penne sopra noi fan ombra e 'l tuo bel fuoco ogni bel petto ingombra.

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