Quell'istesso desio fatto è signore
tanto di me, che ogni mio senso ingombra:
tocco 'l bel seno e l'ardor sento e l'ombra
ove soglion scherzar le Grazie e l'Ore;
veggio la fronte lieta che del core
ogni tristo pensier toglie e disgombra
e 'l bianco vel ch'i divini occhi adombra,
ond'Amor qualità prende e vigore;
veggio la bocca ed odo per mio danno
quel cortese parlar e veggio il loco
dove, per seguir voi, perdei me stesso.
Se l'immaginazion dunque l'affanno
tempra da lunge e fa soave 'l foco,
che fia, se questa spoglia al vero appresso?