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1509–1553

CII

Francesco Beccuti

Se Lucrezia col sangue il giogo indegno dice aver tolto al gran popol di Marte, questa si vanti che con più bell'arte lega le genti e le fa stare a segno.

Ed or la gentil alma e il chiaro ingegno, dove 'l ciel tutte le sue grazie ha sparte, da la sua libertà lieta si parte né sa trovar per lei nodo più degno.

Ragion chiedea, ed era tempo omai, che sì nobil soggetto, amato tanto, anch'ei provasse gli amorosi lai. Amor gli sia benigno e dolce quanto

vince in modestia ogni amator, né mai turbi 'l seren de' suoi begli occhi 'l pianto.

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