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1509–1553

CI

Francesco Beccuti

Per troncare un nodoso alto rampollo dal ceppo ch'aduggiava il nostro campo, vibra Paol la spada, e dal suo lampo già incomincian le ghiande a dare il crollo.

Veggio far gioghi a l'empie fère al collo dei rami che le fùro albergo e scampo. Quando aveste giammai sì largo campo, o penne, ricche del favor d'Apollo?

Qui spenda l'arte il suo valor, qui versi l'eloquenza il suo fiume e qui rinnove il magnanimo stile il suo coturno. Qual fia stupore udir sonare in versi:

batter vede il suo tronco, cede Giove al giusto impero del novel Saturno!

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