Skip to content
1509–1553

CCXII

Francesco Beccuti

Alte grida mandai dal cor profondo a te, Signor del cielo; Signore, ascolta le mie voci e porgi l'orecchie ai preghi miei.

Se con giusto occhio, Signor mio, riguardi le nostre colpe inique, chi sarà quel che sostenere ardisca il tuo cospetto santo?

L'incomparabil tua pietade adopra, che ognun t'adori ed ami; solo in questa mi fido, in questa spero il tuo divino aiuto;

ne le promesse tue veraci e salde l'alma stanca s'appoggia. Non con tal brama, il ciel mirando, aspetta veder la pigra aurora

chi tutta notte sonnacchioso e stanco guardò le mura e scòrse, com'io sospiro il tuo venir che tarda, unica mia salute.

Spera nel tuo Signor, ben nato seme de la gran pianta ebrea; però che 'l tuo Signor con larga mano pietade e grazia versa

ed è pronto a lavar col proprio sangue tutte le macchie tue.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCXII · Francesco Beccuti · Poetry Cove