Volentieri ritorno
a renderti contezza
dell'opra mia, del mio servir, reina.
Non sì tosto in mia man, per man del moro,
giunsero le tue leggi entro a tuoi fogli
che, con la destra essecutrice, io resi
la marittima riva
di milizie guernita,
difesa e custodita:
mi dolse sì che l'inviato messo
fu nel medemo giorno
da' corsari predato al suo ritorno.
Lodo nell'opra tua, Rodrigo, i gesti
ne' guerrieri disegni,
né ad Eurinda fian questi
del tuo fido servire i primi segni.
La prigionia del moro
per la sua fedeltà troppo a me caro
m'affligge sì, che con maggior premura
del suo riscatto impongo a te la cura.
Piacesse al ciel che eguale
al tuo desire e al mio servir sortisse
la libertà bramata; ond'è che taccio
partendo impaziente
degl'ordini opportuni a dar lo spaccio.
Col mio sangue comprarei
quella vita a me sì cara,
s'a una perdita sì amara
son due fiumi gl'occhi miei.
Con il balsamo di speme
reggo in vita questa salma,
onde poi timida l'alma
quanto spera, tanto teme.
Rendetemi il mio bene,
empie squadre nemiche,
ch'ogn'altra offesa fatta al regio trono,
se Feraspe rendete, io vi perdono.
Per pietà, deh, torna a me!
Ah Feraspe, e dove sei,
se dolente i lumi miei
non san viver senza te?
Astri. che a danno mio siete sì fieri,
siate un giorno pietosi, e poi severi.