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1620–1698

SCENA IV

Flavio Orsini

Stelle, ch' avete in cura di questa vita tormentata il filo, or che d'Eurinda in su gli sguardi amati propizi influssi al mio pensier scoprite,

stelle, non mi tradite! Ma ecco Lindora. Caro Feraspe, oh, come giungi a punto di tua fedel Lindora

a consolar le brame! (O richieste indiscrete, come importune al mio desio giungete! Ma no: fingi, mio core,

che sol la finzione è base del mio amore.) Quanto, o grata Lindora, deve Feraspe a tua bontà non basta:

non sa poco, né molto rozza lingua narrar d'un servo stolto. Muta stil se vuoi gioire dei tesor ch'Amor comparte;

ché quest'arte che tu prendi è da fallire. Siegui Amor se vuoi godere dei zaffir di luci belle;

ché le stelle non son sempre a un cor severe. Crudele servitù mi comanda il partir. Lindora, addio!

Vanne fiero, Feraspe, fiero, che porti teco anche il cor mio.

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SCENA IV · Flavio Orsini · Poetry Cove