Stelle, ch' avete in cura
di questa vita tormentata il filo,
or che d'Eurinda in su gli sguardi amati
propizi influssi al mio pensier scoprite,
stelle, non mi tradite!
Ma ecco Lindora.
Caro Feraspe, oh, come giungi a punto
di tua fedel Lindora
a consolar le brame!
(O richieste indiscrete,
come importune al mio desio giungete!
Ma no: fingi, mio core,
che sol la finzione
è base del mio amore.)
Quanto, o grata Lindora,
deve Feraspe a tua bontà non basta:
non sa poco, né molto
rozza lingua narrar d'un servo stolto.
Muta stil se vuoi gioire
dei tesor ch'Amor comparte;
ché quest'arte
che tu prendi è da fallire.
Siegui Amor se vuoi godere
dei zaffir di luci belle;
ché le stelle
non son sempre a un cor severe.
Crudele servitù
mi comanda il partir. Lindora, addio!
Vanne fiero, Feraspe,
fiero, che porti teco anche il cor mio.