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1620–1698

SCENA IV

Flavio Orsini

Non mi voglio disperar se Feraspe schiavo andò: altro amante prenderò che mi piaccia nell'amar.

Non sarà, non fu, non è nel mio petto fedeltà; resti pur presso al bassà che fiorino v'è per me.

Che Feraspe? che amante? che Fiorino? Narrami intieri i sensi tuoi, Lindora. Di successi men rei esser nunzia, o reina, oggi vorrei.

Poiché al lido sicano l'infelice Feraspe, sì caro a questa corte, i regii fogli al consiglier condusse,

allor che fea ritorno fu da nemico e corseggiante abete sopragiunto, assalito. O Dio, che seguì poi?

Narra, deh, su, non mi tener sospesa. Prigionier fu rapito. A che tardi a morir, misero core, se questa mia vita

gli eccessi t'addita d'estremo dolore? A che tardi a morir, misero core, se chiudi nel seno

di furie ripieno l'inferno d'Amore? Raffrena, Eurinda, il duolo: male non v'è che non guarisca il tempo.

Crude leggi d'amore, ministre di rigore, perché tanta fierezza? Destar indegni affetti entro del seno

d'una regia donzella, martel di lontananza, flagel di gelosia? Ohimè, stolta, che feci?

Dalle furie agitata, temo che sì bel bello la regina non dia volta al cervello. E per estremo affanno,

or dell'idol che adoro, perché in fiumi di pianto ognor mi stempre, mi private per sempre. Figlia, degno non è di regio ciglio

il pianto per un moro. Taci, nutrice, io moro. Furie terribili, incrudelitevi!

Larve mortifere, per tormentarmi venite su! Megere orribili,

inferocitevi! Nembi pestiferi, per cruciarmi scendete giù!

Che fa, dunque che fa, di Parca avara la forbice spietata, mentre al morir così consento? (Sento.)

Se senti e s'hai pietade, vieni e soccorri un'infelice. (Lice.) Lice penare o pur morir: rispondi

ad un cor che despera. (Spera). E che sperar poss'io se risponde la morte al pianto mio?

(Io) E tu dimmi chi sei che parli meco? (Eco). Misera, a che son giunta

fra tante pene e tante, se mi delude ancora un spirto errante? Con folle pensiero d'Amor nell'impero,

regina in recinto del gran laberinto uscirne non sa. E che si dirà?

Dirassi che Amore soggetta ogni core o nobile o vile e questo è lo stile

purtroppo si sa. Così si dirà!

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