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1620–1698

SCENA I

Flavio Orsini

Tornate, omai, tornate nel mio dolor profondo, o dell'estinto Ormondo memorie sventurate.

Ah, prence glorioso, quanto a ragion ti piango or ch' Eurinda è regnante al suol sicano, che morendo lasciasti alla mia cura.

mentre le nozze sue dubia sospende, vacillante lo scettro in man si rende. Che può il valor d'una fanciulla inerme a sostener della Trinacria il trono?

Dove spada viril legge non dona, qual fermezza avrà mai regia corona? Sensi di giusto affetto a ragion questo cor voi lacerate

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SCENA I · Flavio Orsini · Poetry Cove