Vinto dal sonno e stracco da la pena,
avendo de' duo piedi el manco oppresso,
vidi venirmi in sul mio letto appresso
colei la cui bellezza el ciel serena.
E con grata presenzia e dolce vena:
–Duolmi–disse–el tuo mal quanto a te stesso,
ma credo ben che 'l ciel l'abbi permesso:
ch'ogni error seco suo stipendio mena.
Ardisti con silenzio far partita
da chi ti mantien vivo, und'è ben fatto
che l'offendente parte sia punita. –
Così sopra del mal con un dolce atto
pose la mano e fu tanto gradita,
che 'l sonno, lei, e 'l duol partì in un tratto.