El fresco vago mio fiorito alloro,
il cui odor conforta ogni mortale,
dentro al mie petto ha virtù tanta e tale
ch'i' nasco ognor se mille volte moro.
Da lui prendo vigor, da lui ristoro,
lui sol refugio al lungo e grave male,
per lui mie mente a tal dolcezza sale,
ch'i' stimo requie ogni mie gran martoro.
Qual Ipocrate, Apollo, erbe o incanti
arien potuto mantenermi vivo
in tante angustie mie, dolori e pianti?
E pur per l'ombra sua son ancor vivo:
gran cosa a noi né più sentita avanti,
facile a·llei, ch'è spirto eterno e divo.