Lilia gentil, se quella se' che fusti,
com'io so' quel ch'io fui et esser voglio,
ragion è che, qual io, grave cordoglio
d'una sì lunga absenzia senta e gusti.
E se le stelle e ' cieli invidi e ingiusti
rompan nostre speranze in duro scoglio,
debbi star forte a lor furioso orgoglio,
qual verdi frondi in apollinei arbusti.
In questo nostro amor altro non chiedo
ch'un voler pari e s'altro el ciel non vuole
altro non voglio et a fortuna cedo.
Ogni furor così placar si suole:
soffera dunque e ama, perch'io vedo
che non si perde se s'obscura el sole.