Non fu a Orfeo sì grave e sì molesta
la persa donna in la spelonca austera,
né al bel fonte la trovata fiera
fe' la mente di Pirramo sì mesta,
quant'oggi a me quel tuo muover di testa,
pallida in vista e travagliata in cera,
tal che pianti e suspir son questa sera
stati el mio Carnovale e la mia festa.
E, se non che morir non può chi è privo
de l'alma, veramente in un sol punto
mi ti vedevi inanzi e morto e vivo.
I' sentii el fiato quasi ai labbri giunto,
perché el dolor è sempre più nocivo
quand'è insperato e con più amor congiunto.