Lettera son, fedel imbasciatrice
di quel che in terra per suo idio vi tiene,
Saffira, suo conforto, unico bene,
fonte d'ogni virtù, sola fenice.
Poiché se' del suo cor viva radice,
per cui la vita sua regge e mantiene,
abbiate ormai pietà de le suo pene,
ch'un servo, inver, lassar perir non lice.
Poi che dagli occhi suoi feste partita,
tanti suspir, tante lacrime e guai,
ch'ogni suo forza ha già persa e smarrita.
Tornate, dunque, ritornate ormai!
Ché 'l morir a voi biasmo, a·llui fie vita:
ché so ben el meschin com'io el lassai.